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Per quale motivo i venditori chiedono sempre troppo?.

12/07/2021 - News

Perché i venditori chiedono sempre troppo e non ascoltano i professionisti del settore?

Questa è l’eterna domanda che affligge i potenziali acquirenti e soprattutto la categoria degli agenti immobiliari, costretti spesso a difendere un prezzo irrealizzabile per non ferire la sensibilità del venditore che ha conferito l’incarico di vendita.

Le motivazioni sono tante, ma mi limiterò ad esporre le 10 casistiche più frequenti e per ordine di “sensatezza”, che portano spesso il venditore a chiedere anche il 50% in più del valore effettivo, a dispetto delle regole di base che portano alla conclusione di un affare immobiliare:

1. C’è chi è davvero convinto che l'immobile valga tutto il prezzo richiesto, perché ha sentito che il suo vicino di casa ha venduto una casa simile ad una certa cifra e lui, per orgoglio personale, non può accettarne una inferiore.

2. C’è chi viene spinto al deragliamento dal mercato attraverso consigli di un confidente che lo convince a chiedere una determinata cifra e a non fidarsi di quello che dicono gli altri, perché in zona, per case come la sua “la gente è disposta a spendere parecchio”.

3. C’è chi si, opportunisticamente affida all’ “autorevolezza” dei vari annunci pubblicitari, perchè i prezzi per case simili sono calibrati sulla sua richiesta, e, pertanto, non conoscendo le dinamiche del mercato, si ostina a chiedere un prezzo inappetibile solo perché lo chiedono gli altri.

4. C’è chi vuole vendere ma non si fida delle regole del mercato e propone la casa al prezzo che ritiene più opportuno, perché “tanto si fa sempre in tempo a scendere”.

5. C’è chi chiede cifre irrealizzabili per cedere una casa in comproprietà, come accade, per esempio in una vendita ereditaria. Questo spesso dipende dal fatto che ognuno vorrebbe ricavare una quota soddisfacente (e le quote insieme creano un prezzo improponibile), o succede perché uno dei venditori vorrebbe riscattarla ad un determinato prezzo ma, non avendo raggiunto l’accordo, fa di tutto perché non venga venduta, per demotivare gli eredi e per dare loro il tempo di ripensarci.

6. C’è chi ha comprato in un periodo di alta speculazione e deve rivendere per ricomprare in un momento in cui le case valgono di meno ma, nonostante la regola del vendi male/compri bene, ha investito così tanti soldi nel tempo che si ostina a voler dettare le proprie condizioni. Questo succede soprattutto per la preoccupazione di “svendere” il proprio immobile e di non trovare, poi, un venditore altrettanto disponibile ad assecondare il mercato del momento.

7. C’è chi realizza di dover vendere ma è sentimentalmente così legato al suo immobile da proporre un prezzo eccessivo per sperare di trovare un compratore che renda meno doloroso il distaccamento dal luogo dei suoi ricordi.

8. C’è chi sta valutando di cambiare casa e, per farlo, deve vendere la sua, ma, siccome non fare questa operazione non comporterà alcuna conseguenza nella sua vita, se non troverà “l’amatore” che gli permetta di realizzare un determinata cifra, preferirà restare dov’è. Questo è l’atteggiamento tipico di chi “vorrebbe” cambiare casa, ma non ha le scorte economiche per mettere una differenza sulla casa di qualità superiore che ambisce ad acquistare.

9. C’è chi sta valutando di vendere casa per monetizzare e fare una determinata operazione non impellente, e la propone in vendita solo per fare un'indagine di mercato e per capire quanto possa realmente valere.

10. C’è chi chiede di più perché è convinto che i potenziali compratori abbiano la cattiva abitudine di voler trattare ad ogni costo, e, quindi, aggiungono di solito un 15%-20% sul prezzo che vorrebbero realizzare per far sì che, in trattativa, riusciranno a spuntare la cifra che vogliono. Per esempio: la mia casa ha un valore approssimativo di 80.000 euro e io voglio 100.000 euro, ma ne chiedo 120.000 perché così mi tratteranno al massimo 20.000 euro e io potrò avere i miei 100.000 euro, oltre a fare la figura del signore perché gli ho praticato uno sconto corposo. Sarebbe bello se il mercato fosse così facile da gestire, vero? Questa l’ho messa all’ultimo posto proprio perché è, a mio avviso, la casistica più la insensata, ma è paradossalmente la più diffusa.

 

 

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