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Affitto casa con cedolare a partite iva?.

29/07/2026 - News

 Nel 2024 la Cassazione ha stabilito che la cedolare secca può essere applicata anche quando il conduttore ha partita IVA, ma solo se l’immobile viene usato esclusivamente come abitazione per i dipendenti.

La Cassazione ha motivato la sua sentenza sostenendo che la norma sulla cedolare secca (art. 3, D.Lgs. 23/2011) fa riferimento solo all’uso dell’immobile e non alla natura del conduttore.

Secondo i giudici, quindi, ciò che conta è che l’immobile sia destinato ad abitazione, indipendentemente dal fatto che il conduttore abbia o meno una partita IVA.

L’Agenzia delle Entrate, però, non condivide questa interpretazione e continua ancora oggi a ribadire che, per applicare la cedolare secca, sia il locatore che il conduttore devono essere persone fisiche e non operare nell’esercizio di impresa o lavoro autonomo.

Infatti, sul sito dell’Agenzia è specificato che:

  • la cedolare secca è ammessa solo se entrambe le parti agiscono come persone fisiche
  • non è applicabile quando il conduttore opera come impresa o professionista, anche se l’immobile è destinato ad abitazione dei dipendenti

 Cosa significa, in pratica?

 Questo, in pratica, significa che, se nel contratto compare una partita IVA (sia del locatore che del conduttore), non si può optare per la cedolare secca, ma andrà applicato il regime ordinario: imposta di registro, imposta di bollo e tassazione IRPEF ordinaria sui canoni percepiti.

In sintesi, finché non arriverà un chiarimento definitivo, oggi cedolare secca e partita IVA non possono convivere nello stesso contratto di locazione abitativa.

 

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